Repertorio P – Z

PREGHIERA A SANT’ANTONIO (L. Pigarelli)
A Sant’Antonio protettore dei matrimoni felici sono dedicate parecchie canzoni popolari. La fanciulla in questione chiede al pellegrino di essere raccomandata al Santo perché, in attesa del matrimonio, le procuri : la stanza nuziale, il fantolino, la culla, il materasso con le lenzuola e addirittura una copertina munita di campanellino che, se il bimbo si rigira nella culla, serva a lei da svegliarino.

QUANTE STELLE VI È NEL CIELO (L. Pigarelli)                                                                                    Canto d’amore trentino. E’ la riflessione di un giovanotto che osserva i comportamenti delle ragazze con occhio critico e allarmato, indispettito dal fatto che un forestiero raccoglierà forse i baci di tutte, mentre a lui ne basterebbe uno solo. Musica a tre voci, i baritoni e i bassi interpretano la stessa parte, in una semplicità di esecuzione solo apparente.

QUEL MAZZOLIN DI FIORI (A. Pedrotti)
Più che popolare questo canto si potrebbe definire universale. Nel solo Trentino sono note tre versione assai vecchie. E’ il vero, popolare inno della montagna. Meravigliosa la musica a tempo di marcia.

SALVE O COLOMBO! (A. Pedrotti)
Un buffo inno popolare triestino, parte in dialetto e parte in latino maccheronico, veramente spassoso. Vi si commemora Cristoforo Colombo e la scoperta del Nuovo Mondo. Altrettanto divertente l’allegra melodia a tempo di marcia.

SANCTUS DI FRIEDRICH SILCHER                                                                                                                   Nel luogo in cui siamo non poteva mancare il canto della fede, tramandata dal popolo ma spesso composta anche da autori e musicisti eccellenti, a testimonianza di come la musica colta diventa patrimonio del canto popolar. E’ qui il caso del compositore tedesco noto per i suoi lied e importante collettore del canto popolare

SE LA TE DOMANDA (Bruno Bettinelli)
Divertente e antica filastrocca. Il montanaro incarica l’amico di riferire alla ragazza del cuore la povertà del suo corredo, sottintendendo però la nobiltà dei suoi sentimenti. Poesia e melodia sono in perfetto accordo.

SENTI ‘L MARTELO (Renato Dionisi)
Uno dei molti canti d’emigrante, ma sereno e disinvolto. Un martello “che batte le ore” fa da contrappunto a certi versi abbastanza sconclusionati. Ma la canzone riesce a concludere in bellezza, mettendo a contatto in perfetta consonanza di rima “fior” con “amor”. La melodia è semplice, distesa e assai originale.

SIAM PRIGIONIERI (Renato Dionisi)
Il canto, nato fra i militari trentini e giuliani prigionieri in Siberia nella guerra 1914/18 è uno fra i più noti pezzi, ove la guerra è vista sempre come una fatalità da subire, in prigionia, al gelo e sul duro letto di legno, in attesa della pace e del ritorno a casa.

SIGNORE DELLE CIME (B.De Marzi)
Questo canto, ormai famosissimo, porta nei cuori di ognuno che l’ascolta ricordi di cari amici scomparsi, amici che mai saranno dimenticati.

STAVO PER IMBARCARMI (Mauro Zuccante)
Il canto è stato raccolto nell’ambiente rurale in Val d’Adige, ma proviene probabilmente dalla tradizione popolare veneta. Il testo interpreta liberamente le vicende di Napoleone e, come spesso accade nei canti popolari, mescola fatti e personaggi storici con elementi di pura fantasia, enunciati in chiave ironica.

STELUTIS ALPINIS (versi di Arturo Zardini)
Friuli- E’ l’ode funebre al caduto in montagna. IL phatos e la vena poetica di questo splendido motivo celebrano l’amore e l’estremo sacrificio delle gente friulana. La vicenda sottolinea in modo scarno ma efficace il dramma quotidiano di un popolo in guerra: la perdita di un proprio caro.
Melodia e testo si fondono all’unisono in un momento di grande spiritualità, si da rendere questa canzone una fra le più popolari tra la gente di montagna, una fra le più belle pagine del canto popolare italiano.

SUI MONTI FIOCCANO (L. Pigarelli)
Vecchio canto popolare trentino tramandato dagli alpini che lo cantano per consolare la loro nostalgia di casa. Il soldato scrive alla “morosa” una lettera sgrammaticata ma piene di sentimento e… “con le parole d’oro”

SUL PONTE DI PERATI (F.Gervasi)
Ancora una rievocazione dei gesti eroici degli alpini nella guerra ‘40/’45. Questa volta è la gloriosa Brigata Julia ad essere ricordata, con le sue battaglie di Grecia.

SON BARCAROL (A. Pedrotti)                                                                                                                          Il canto è originario della Valsugana dove, tuttavia, barche e mare non si trovano. Un canto di mare arriva in Trentino perchè nei tempi andati, le musiche ed i canti popolari, trasmessi solo oralmente, passavano da un luogo ad un altro e, nel nuovo luogo, se il canto piaceva, rimaneva e diventava patrimonio musicale e canoro di quella zona. Il testo, riassunto in poche parole, racconta dell’orgoglio del barcaiolo per il proprio lavoro , orgoglio che fa invitare una fanciulla a salire sulla sua barca, con tutte le assicurazioni; ma la conclusione, come si può immaginare, è … il disonore della fanciulla.

SONO UN POVERO DISERTORE (L.Pigarelli)
Lombardia. E’ la versione di un vecchio canto popolare su un soggetto diffuso specialmente nell’Alta Italia. Ha subito naturalmente vari adattamenti sia nel testo, sia nella melodia. Il “Disertore”, perseguitato dall’imperatore Ferdinando e costretto a lasciare la sua terra, viene incatenato mani e piedi. “Padre mio, a cosa è servita la tua morte? Madre mia perché vivi ancora?”

SU BOLU ‘E S’ASTORE (T. Puddu)                                                                                                          Canto d’amore recuperato dalla tradizione sarda dal maestro Tonino Puddu, eseguito con la tecnica “a tenore” nel caso baritono voce solista e recitante, con ripresa del coro. Il testo, l’ armonizzazione magistralmente costruita accanto alla semplice melodia rendono il canto struggente, evocativo, un canto d’addio, dedicato a chi ha compiuto il proprio volo lontano da noi. “ Già è venuta l’ora  in cui canta il giorno; il pensiero mi prende e mi pesa sul cuore . Ma se potessi volare non sarebbe bastata la forza del vento; chè come un astore (un falco) che vola su in alto avrei seguito in cielo l’angelo mio”.

SUI MONTI SCARPAZI (A.Pedrotti)
Romania 1914/1918. In Romania nel 1927, fra i giovanissimi trentini della classe 1899, arruolati in un reparto dell’esercito austriaco, nacque questo triste canto, riportato in patria da uno dei pochi superstiti. Il testo è sicuramente adattato ssu qualche antico spunto o frammento melodico ed è caratteristicamente intercalato con parole dialettali come spesso si verifica nel canto popolare. “Scarpazi” è la storpiatura di Carpazi.

SUL CIASTEL DE MIRABEL (L.Pigarelli)
Trentino. – Uno tra i canti più popolari del Trentino. Dalla stessa vicenda risulta evidente l’origine antica della canzone. La castellana ha una voce assai bella che fa innamorare perfino il figlio del re di Francia.

SUL PONTE DI PERATI (F. Gervasi)                                                                                                        Canto di guerra, una rievocazione dei gesti eroici degli alpini nella guerra ‘40/’45. Questa volta è la gloriosa Brigata Julia ad essere ricordata, con le sue battaglie di Grecia

VAL PIU’ UN BICCHIER DI DALMATO (S.Deflorian)
Venezia Giulia – Canto tragicomico da osteria della Venezia Giulia, in voga specialmente tra gli alpinisti del C.A.I. di Fiume nel 1932.

VALSUGANA (L.Pigarelli)
Canto trentino. Popolarissimo canto trentino in voga durante la costruzione della ferrovia “Trento-Bassano”. La protagonista di questo canto prende con molta filosofia vita e amore: alla presunta infedeltà c’è già il rimedio pronto.

VARDA LA LUNA   (L. Pigarelli)                                                                                                                        Canto popolare trentino, di cui esistono diverse versioni. L’origine popolare è confermata dall’incedere quasi solenne della melodia. E’ un piccolo grande quadro musicale che descrive lo stupore di un plenilunio,  un pensiero, quasi un omaggio alla luna. Per una strana analogia, la frase musicale (Ohi cara mamma, mi vago a prender acqua là c’è il mio amore che alla fontana aspetta) che accompagna la seconda strofa è quasi identica al ritornello del canto “Gran Dio del cielo”. Il termine “capina”, che appare più volte nel canto sta per “cammina”

VIEN VIEN BIONDA D’AMOR (Andrea Mascagni)
Nel Trentino questo canto d’amore ottocentesco è conosciuto anche con il titolo “Quando le rose bianche”. Questa è la versione originale costruita su tre spunti melodici.

VIVA LA FACCIA NOSTRA (L. Pigarelli)                                                                                                       Canto trentino, dedicato espressamente da L. Pigarelli ad uno dei fratelli Pedrotti per l’onomastico. Due amici si incontrano e parlano del loro futuro. Spensierato e per niente desideroso di accasarsi uno dei due dispensa consigli all’altri: “Bepi, deciditi, sposala che è un bel fiore!..”.Alla fine lui stesso promette al suo amore lontano di sposarla…a Carnevale.. o forse a Pasqua.

VUOI TU VENIR IN MERICA (L.Pigarelli)
L’emigrazione nel Trentino assunse aspetti vasti: intere vallate passavano l’Oceano in cerca di sorte migliore. “Vuoi tu venir Giulietta, vuoi tu venire con me, vuoi tu venir in Merica?” I due protagonisti, naturalmente innamorati, si devono lasciare. Lui parte per l’America e sarebbe ben felice se la sua amata volesse seguirlo nell’avventura.

ZOM, ZOM, ZO, SU LA BELAMONTE (L. Pigarelli)                                                                                 Un brano trentino della Val di Fiemme che ricorda il vecchio mestiere dei falciatori.